01 Febbraio 2007

Francesco Petrarca

 Francesco Petrarca, l’antesignano dell’Umanesimo italiano, quello che ci studiamo sui libri, tutto sommato un po’ antipatico soprattutto inserito in un siparietto aperto da un focoso ed entusiastico (e fiorentino!) Dante e chiuso da un obeso e gaudente Boccaccio, ci ha lasciato delle Epistolae in latino suddivise in due sezioni, i Rerum familiarum libri (o Familiares) e i Rerum Senilium libri (o Seniles). Ma, diversamente da come un ingenuo lettore potrebbe aspettarsi da delle lettere, per giunta scritte ai familiari, questi testi non sono immediati e spontanei, ma costruiti con grande cura letteraria: i testi vengono tutti filtrati e revisionati affinché trasmettano l’immagine globale di un uomo scrittore, un’immagine letteraria, non reale. Anzi, molti testi non derivano neppure da una corrispondenza (l’ultimo libro, ad esempio, contiene le lettere fittizie degli scrittori dell’antichità), ma sono elaborate solo per definire meglio questa immagine ufficiale, la definizione della figura dell’intellettuale.
Si ricordi, ad esempio, la Fam. IV, I, che narra l’ascesa al Monte Ventoso col fratello.
Anche il Canzoniere, a voler essere precisa i Rerum Volgarium Fragmenta, così come il Secretum, sacrificano l’individualità in nome della delineazione di un io puramente letterario. 

E dire che lui era Petrarca. Per quanto antipatico, il padre della nostra lirica, grande contributo alla nostra letteratura più alta e degna (che poi, antipatico. L’ho rivalutato moltissimo.).
Io sono solo una ventenne che quando scrive non sa evitare la vanità di tradurre in schemi letterari e stereotipati se stessa, che non sa resistere alla tentazione del compiacimento, dell’autocommiserazione, dell’attribuirsi un ruolo, un nome, e le caratteristiche che esso comporta. Come un Petrarca qualunquista e provinciale.Mi sono rifugiata dietro al nome di un fumetto, ci ho letto la vita attraverso.Ho fatto la parte dell’intellettuale un po’ depressa e isolazionista.Ora basta.Sarò depressa, allegra, pazza, tutto, ma sarò sempre e soltanto io, senza inutili ingombri. Neanche il più grande degli artisti potrà mai emergere se si rifugia dietro schemi prestampati. 

Igitur, mio ipocrita lettore, il blog chiude.
 

A presto, ma su altri schermi.
 

Per Nana: se capiti qui, sai dove trovarmi. Ti voglio bene
 
 
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